I PRINCIPI DELLA “DIRIGENZA UMANISTICA”

di Ottavio Fattorini

 

  1. “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!” (Mc 2, 27): per non farsi strumenti della banalità del male.

La consapevolezza che il fine delle norme sono le persone, consente di interpretarle con “discernimento”, utilizzandone i margini di azione consentiti, per sottrarsi alla tendenza ad imbrigliare, automatizzare, o rendere implementabili in automatismi ed algoritmi, i processi decisionali.

  1. Dove pongo il cancello della scuola …ogni singola volta

In ogni singola circostanza e specifico caso il dirigente decide (sun -ballo), come, quando e quanto interpretare il suo ruolo al di là dei limiti di esercizio/adempimento istituzionale. Il DS come “regista” di una scuola che può farsi hub territoriale, valuta, di volta in volta, di farsi o non, catalizzatore di molteplici dinamiche interagenti tra comunità, territorio, istituzioni e persone, che ruotano intorno a specifiche situazioni. (Cfr. Coefficiente energetico del momento)

  1. “Ecce homo” …tra il «de minimis non curat praetor» e la visione per-spicua delle persone

Ricerca e valutazione (situazione per situazione) di un equilibrio efficiente tra il tempo personalmente dedicato alla presenza, alla partecipazione diretta, al presidio, all’ascolto e alla cura degli altri e la quantità e qualità, fisicamente praticabili con efficacia, di queste azioni. Da qui l’esigenza di abilitare più risorse possibili.  

  1. Lavorare nella direzione di una leadership «autonomo- rinascimentale»: per far crescere nel benessere la comunità professionale (il DS abilitante)

Valutazione, situazionale e adattiva, della propria collocazione sull’asse continuo che va da una gestione “procedural-procedimentale” (prescrittiva e vincolante) a una “autonomo-rinascimentale”, esercitata attraverso deleghe più aperte, volte agli obiettivi, perché ispirate al principio di autonomia funzionale. Si favorisce così la crescita e formazione delle persone e dell’organizzazione utilizzando una «quota etica» volta al benessere organizzativo.    

  1. Apprendere una modalità di pensiero e di azione «digitale», volte al merito delle questioni oltre i formalismi

“Digitale” inteso come disponibilità appresa ad accogliere, decifrare per agire, aspetti cangianti, assetti variabili e in continua trasformazione delle relazioni, intercettando «esperienza e competenza» ovunque si trovino anche per circostanze contingenti e portandole a conoscenza sistemica, con flessibilità, umiltà e coraggio, così da restare volti al merito delle questioni.  Il Dirigente “sun-balla”, considera insieme, tutte le sfumature del “dipende”, compiendo scelte “complesse”, non algoritmizzabili.

 

Ciascun principio viene praticato sulla base della consapevolezza, del proprio “coefficiente energetico-emotivo”, professionale e anche personale. Questo varia nel qui e ora transitorio e determina il “come”, il “quanto”, il “quando” e il “con chi” dell’applicazione di ciascun principio, muovendosi tra l’attenzione al “terga paranda sunt” e la pratica della “dirigenza offensivista”. Il coefficiente energetico-emotivo può essere sostenuto dal piacere funzionale e dalla forte motivazione etica radicata nella visione teleologica volta al miglioramento e al bene.

 

Questo testo è stato presentato e discusso in data 3 settembre 2022 nel corso dell’incontro del think tank Dirigenti insieme per una dirigenza umanistica ed è protetto secondo la Normativa vigente sulla proprietà intellettuale

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